Palythoa spp.

Popolari e semplici da allevare. Sono noti soprattutto per la potente tossina, la quale però con i giusti accorgimenti non rappresenta affatto un pericolo.

Provenienza geografica

Non è chiaro se questo genere debba comprendere anche Protopalythoa al suo interno, o se vadano intesi come due generi separati. Ne esistono numerose specie, distribuite in tutte le zone calde e di barriera del mondo. Sono così adattabili che addirittura ne esistono colonie anche nel Mar Mediterraneo e nel Mare del Nord. Le specie di maggiore interesse acquariofilo colonizzano le zone di superficie, dove la luce è più intensa.

Descrizione

Questi polipi si ancorano al substrato grazie ad una spessa e carnosa crosta basale. Si espandono senza grossi problemi e i polipi possono crescere in tre forme diverse: possono svilupparsi singolarmente, in “forma solitaria”; possono essere collegati da una sottile crosta, nella cosiddetta “forma aperta”; possono presentarsi in “forma massiccia”, quando da una spessa massa fuoriesce solamente il disco orale. Il disco orale (20-25 mm) va dal verde al marrone (più verde indica che la colonia è esposta a maggiore luce). Al centro è presente l’apertura boccale, di solito verde intenso, e il disco è cinto di sottili tentacoli pronti a chiudersi sulla preda.

Quest’ultimo genere è in grado di produrre la palitossina (insieme al genere Zoanthus), una delle biotossine marine più potenti conosciute. La tossina ha un potente effetto vasocostrittore. Purché si prestino alcune semplici precauzioni, questi polipi non si rivelano pericolosi. Si consiglia di non toccare direttamente la colonia con le mani (soprattutto in caso di ferite), ma indossare dei guanti e di non toccarsi il viso.

Posizionamento

Posizione consigliata delle specie del genere Palythoa in acquario.

Esigenze di allevamento

Sono dei coralli estremamente robusti e adattabili e resistono anche agli sbalzi dei valori dell’acqua. Per farli vivere in salute e a lungo però è indispensabile un’illuminazione intensa. Infatti la simbiosi con le zooxantelle riesce a sostenere la colonia, a patto che la fonte di luce sia adeguata. A tal proposito è possibile comprendere quanta luce fornire anche osservando il colore verde: più è intenso e più la colonia ha pigmenti protettivi. Amano il movimento dell’acqua e si dovrà fornire una buona corrente. Questo aiuterà anche ad impedire che si accumuli fanghiglia e sedimento sulla superficie dei polipi, favorendo lo sviluppo di alghe filamentose, unica vera minaccia alla sopravvivenza delle specie Palythoa.

Compatibilità

Non ci sono problemi di compatibilità con nessuna specie. Esistono alcuni gasteropodi che se ne nutrono e che all’insaputa potrebbero essere insediati sulla colonia. Sono attivi di notte, quindi è sufficiente tenere d’occhio l’acquario dopo lo spegnimento delle luci per i primi giorni. Alcuni Pomacantidi amano pizzicarli, ma se la colonia è sviluppata e in salute ciò non dovrebbe produrre alcun effetto degno di nota. È molto “socievole” con gli altri coralli, tanto che spesso in natura si integra con altre specie, forse per reciproco vantaggio e difesa. Se dovesse diventare troppo invasiva però, gli altri coralli non troverebbero alcuna superficie sulla quale insediarsi.

Riproduzione

In acquario la riproduzione avviene a partire da talee della colonia principale. L’alimentazione aggiuntiva dei nuovi polipi farà si che questi si sviluppino rapidamente.

Alimentazione

Le zooxantelle producono molto nutrimento per la colonia, dunque l’integrazione non è indispensabile. Accetteranno qualsiasi cibo per gli altri coralli, con il quale cresceranno più in salute. Di certo non disdegnano l’introduzione di cibo vivo.

Bibliografia e riferimenti

Knop, D (1998). Nozioni per l’acquario di barriera. Tecnologia facile. Invertebrati di sicuro allevamento. Ed. it. Primaris s.a.s. (2000).

WoRMS (World Register of Marine Species): scheda del genere Palythoa e Protopalythoa.

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