Bivalvi filtratori

Esistono diverse specie commercializzate come "cozze d'acqua dolce". La loro utilità è molto dibattuta e possono essere allevate solo in determinate condizioni.
Bivalvi filtratori, cozza d'acqua dolce

Provenienza geografica

Sono diffusi all’incirca in tutto il mondo, e a seconda della specie possono abitare acque movimentate o stagnanti.

Descrizione

Alcune specie, come Anodonta cygnea possono raggiungere anche i 20 cm, mentre altre, come Dreissena polymorpha non superano i 5 cm. Sono caratterizzate da una conchiglia allungata, che va dal bruno-marroncino al bianco. Essendo organismi filtratori passano la giornata sul fondo (alcuni interrati nel substrato) a sifonare l’acqua per filtrare le particelle in sospensione di cui si nutrono. Bisogna specificare, a tal proposito, che la loro funzione non può essere affatto sostitutiva di un filtro: si limitano a raccogliere le particelle e il materiale in sospensione, filtrando l’acqua meccanicamente, ma non svolgono certamente alcuna funzione di filtrazione biologica.

Valori

  • pH: tra 7-8
  • Durezza: 10-20 °dH
  • Temperatura: sopravvive anche all’esterno, purché si garantisca un discreto volume dell’acqua. La temperatura ottimale va dai 20 ai 24°C.

Esigenze di allevamento

L’acqua dovrà essere dura e alcalina, altrimenti non riusciranno a mantenere la loro conchiglia. Possono vivere in laghetto, ma avranno bisogno di uno strato morbido o limaccioso nel quale vivere e interrarsi e di un grande volume dell’acqua da filtrare. In caso contrario non troveranno nutrimento sufficiente e saranno destinate alla morte. Meglio garantire un certo movimento e ricambio dell’acqua. Sono sensibili agli sbalzi delle condizioni dell’acqua, quindi bisognerà garantire una certa stabilità del sistema. Se dovessero essere inserite in un litraggio insufficiente, al momento della loro morte la qualità dell’acqua potrebbe peggiorare gravemente, rappresentando un pericolo per tutti gli altri abitanti.

Comportamento

Non presentano nessun problema di convivenza con le altre specie. In realtà passano la giornata sul fondo o sotterrate, senza interagire con nessun’altro abitante del laghetto. Comunque si dovrà tenere in considerazione quanto detto in precedenza sulla qualità dell’acqua. Per scongiurare eventuali morie legate al carico organico in caso di morte di molti di questi animali, sarebbe meglio non abbinarli a specie che inquinano molto, come le Koi (Cyprinus carpio), se non si possiede un filtro molto efficiente, .

La riproduzione è certamente peculiare e merita un approfondimento. Non solo è difficile da ottenere, ma l’accrescimento di nuovi individui è molto complesso. I sessi sono solitamente separati e la femmina emette le uova che verranno fecondate dal maschio. A questo punto i bivalvi attraversano uno stadio larvale, in cui parassitano diversi ospiti (anche pesci). Quando la conchiglia si è formata si lascino cadere su fondo, dove iniziano la vita da filtratori. Se non si garantiscono le giuste condizioni dell’acqua, la ferita provocata dai parassiti ai pesci potrebbe infettarsi.

Alimentazione

Sono organismi filtratori e la loro alimentazione avviene esclusivamente filtrando le particelle in sospensione nell’acqua.

Bibliografia e riferimenti

WoRMS: schede del genere Unio, Anodonta e Dreissena.

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