Betta splendens

Elegantissimo pesce ornamentale, di cui esistono molte varietà. Per mantenerlo in salute bisogna conoscere e rispettare le esigenze di questo pesce.

Provenienza geografica

La distribuzione della popolazione naturale di questa specie non è del tutto chiara. Sono descritti come originari di tutta la Thailandia, del bacino del Mekong e della penisola malese. Tuttavia analisi più approfondite successive suggeriscono che i primi report fossero viziati da errori di identificazione, soprattutto con Betta imbellis. Il Betta splendens selvatico sembra essere invece limitato alle piane alluvionali del Chao Phraya e del Mekong. Qui vive in fossati, paludi, campi di riso, con acque ferme o dal movimento molto dolce e dalla fittissima vegetazione. Storicamente sono stati usati come pesci combattenti, da qui il nome comune “pesce combattente”.

Descrizione

Questo anabantide solitamente raggiunge i 6-7 cm TL (con la coda). Le pinne sono tondeggianti e ampie e in natura ha una livrea che va dal rosso al verde-blu, con riflessi metallici sotto la luce. Esistono moltissime varietà di allevamento di questo pesce, che si differenziano per forma delle pinne e colori. Generalmente le pinne sono abbastanza ampie e lunghe, donando una particolare eleganza ai lenti movimenti del pesce. Nel “Crowntail” i raggi si estendono oltre il nastro della pinna. I colori possono essere anche molto diversi: dal rosa, al blu, al bianco, al rosso. I maschi si distinguono dalle femmine per le pinne più lunghe e ampie, i colori più vivaci e le dimensioni maggiori.

Presentano un particolare organo respiratorio, detto labirinto, che da il nome al gruppo dei Labirintidi. L’organo labirintico è costituito di tessuto altamente vascolarizzato e impiegato come ausilio alla respirazione; Si trova sotto gli opercoli branchiali e gli permette di sopravvivere anche in acque con poco ossigeno disciolto, respirando aria atmosferica.

Una delle tante colorazioni di Betta Halfmoon

Valori

  • pH: 6-8 (per le varietà di allevamento)
  • Durezza: 4-19 °dH
  • Temperatura: 24-30°C.

Esigenze di allevamento

Spesso vengono allevati in ristrettissimi spazi, in cui riescono a sopravvivere per un po’, fino a giungere a una morte agonizzante. Questa pratica è assolutamente da evitare e si ricorda che è vietato da molti regolamenti comunali tenere pesci in acquari più piccoli di 30 litri.

Un singolo maschio o poche femmine staranno bene anche in acquari di 60-70 litri. Più che di spazio, per questa specie si dovrebbe parlare di allestimento corretto. Si dovranno inserire moltissime piante, comprese quelle galleggianti, che serviranno anche da supporto per la riproduzione, oltre che diversi nascondigli. Sono sconsigliati fondi troppo chiari e luci troppo intense, che avranno l’effetto di intimidirlo. Vivono al meglio in acque tenere e acide. La corrente dovrà essere moderata, perché non è un abile nuotatore. In caso contrario, se il pesce è particolarmente delicato, si potrebbe verificare corrosione delle pinne. È importante aggiungere il coperchio, perché il pesce potrebbe occasionalmente respirare aria atmosferica, ed è un ottimo saltatore.

Comportamento

È un pesce aggressivo e timido allo stesso tempo. Specie troppo grandi o turbolente potrebbero spaventarlo, mentre pesci simili a lui verrebbero attaccati a vista. Se si vogliono allevare più individui bisogna studiare nel dettaglio il layout della vasca, e comunque il successo non è garantito. Presentano una spiccata aggressività interspecifica, soprattutto i maschi. Al più possono essere tenuti con specie tranquille, come Trigonostigma heteromorpha o altre rasbore.

Sono costruttori del nido di bolle. I maschi potrebbero essere poco tolleranti nei confronti della femmina quando iniziano a costruire il nido, e gli attacchi particolarmente “rudi”, quindi è meglio prestare molta attenzione. Una volta terminato, la coppia si unisce nel tipico “abbraccio”. Così facendo le uova sono espulse in più volte e portate dal maschio nel nido. Anche la femmina raccoglie quelle cadute. Una volta terminato l’accoppiamento, il maschio si occupa della custodia del nido e dei piccoli finché non raggiungono il nuoto libero. Raccoglie anche quelli che cadono dal sito di nidificazione e se eccessivamente disturbato potrebbe spostarli lontano da sguardi indiscreti. Una volta che gli avannotti sono cresciuti perde interesse, ma di solito non mangia la prole.

Alimentazione

Non ci sono problemi con i cibi secchi, ma in natura sono probabilmente predatori di piccoli invertebrati e insetti, per cui la dieta dovrebbe essere integrata con alimenti vivi e surgelati.

Bibliografia e riferimenti

Vierke, J. (1988). Bettas, gouramis and other anabantoids: labyrinth fishes of the world. T.F.H. Publications.

FishBase: scheda Betta splendens.

Seriouslyfish: scheda allevamento Betta splendens.

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