Succede spesso così: ti giri un secondo, senti un “toc” leggero, e il gatto è già lì, sul tavolo, con l’aria di chi sta semplicemente controllando che il mondo funzioni. All’inizio fa sorridere, poi diventa un’abitudine difficile da gestire, soprattutto quando ci sono piatti, ospiti, o semplicemente l’idea che quel posto non debba essere “suo”. La buona notizia è che nei gattili, dove la convivenza deve funzionare davvero, il metodo più usato non è la punizione, ma una strategia semplice e sorprendentemente efficace: offrire alternative irresistibili e premiare la scelta giusta.
Perché il tavolo è così irresistibile
Proviamo a metterci, per un attimo, nella sua testa. Il tavolo è:
- alto, quindi sicuro e interessante
- spesso vicino a persone e attività, quindi pieno di stimoli
- talvolta profuma di cibo, che per un gatto è come un cartello luminoso
In più, molti gatti hanno un bisogno naturale di controllo del territorio dall’alto, una piccola versione domestica dell’istinto da “osservatorio”.
Il metodo dei gattili: spostare il desiderio, non combatterlo
Nei contesti dove si lavora con tanti gatti, la regola è una: se vuoi spegnere un comportamento, devi accenderne un altro più conveniente. È il principio del rinforzo positivo, cioè premiare ciò che vuoi rivedere (qui trovi la base teorica: rinforzo).
Il metodo si regge su tre pilastri:
- Creare uno spazio elevato alternativo vicino alla zona “proibita”.
- Rendere il tavolo noioso, non una fonte di premi o sorprese.
- Intervenire con calma e coerenza, senza sgridare né spaventare.
Passo passo, come lo farei in casa
Ecco la sequenza più usata e replicabile, quella che funziona perché parla la lingua del gatto.
Allestisci l’alternativa giusta (e mettila in posizione furba)
Scegli un tiragraffi alto, una palestrina stabile o una mensola con un cuscino. Se puoi, posizionala vicino al tavolo e, ancora meglio, con vista su una finestra. Dev’essere una “postazione VIP”, non un ripiego.
Aggiungi una copertina morbida, un gioco leggero, o un pizzico di erba gatta se la gradisce.Premia subito quando la usa
Carezze, voce dolce, o un micro snack (piccolo davvero). L’obiettivo è che pensi: “Lì succedono cose belle”. Qui il tempismo è tutto, premia entro pochi secondi.Togli dal tavolo tutto ciò che lo invita a salire
Niente avanzi, niente briciole, niente “assaggi” concessi mentre cucini. Anche una sola volta può diventare un ricordo potente. Se il tavolo è una lotteria, lui continuerà a tentare.Rendi il tavolo momentaneamente scomodo, senza spaventarlo
Per qualche settimana puoi coprire il piano con carta da forno, fogli di alluminio, o oggetti innocui che creano una sensazione poco piacevole (rumorosa o scivolosa). Non è una punizione, è una perdita di fascino. Appena il comportamento cala, puoi ridurre gradualmente.Se sale, spostalo senza scena
Quando lo trovi sul tavolo, prendilo con calma, senza guardarlo negli occhi e senza parlargli, portalo sulla sua alternativa. Premialo solo lì. Se serve, puoi usare un “no” secco come interruzione, ma senza alzare la voce e senza inseguimenti.
Una routine che aiuta: pasti più intelligenti
Un dettaglio che cambia tutto: orari fissi e ciotola lontana dai tuoi pasti. Se il gatto associa il tuo pranzo a un’occasione di cibo, il tavolo diventa un magnete. Separare i momenti riduce l’ossessione e abbassa la probabilità di tentativi.
Cosa evitare, anche se “sembra funzionare”
Alcuni metodi fermano il gatto solo nell’immediato, ma lasciano stress e confusione:
- spruzzini d’acqua
- rumori forti e improvvisi
- trappole sonore o spaventi
- punizioni e sgridate ripetute
Il problema è semplice: non insegnano cosa fare invece e spesso funzionano solo quando ci sei tu.
Mini checklist di successo (rapida e pratica)
| Obiettivo | Cosa fai | Cosa osservi |
|---|---|---|
| Aumentare l’interesse altrove | Postazione alta vicino al tavolo | Il gatto ci sale spontaneamente |
| Spegnere il “premio” del tavolo | Tavolo pulito, niente cibo | Meno tentativi durante i pasti |
| Rendere stabile l’abitudine | Spostamento calmo e premio sull’alternativa | Progressi in 2-4 settimane |
Quando chiedere una mano
Se dopo settimane di costanza il gatto continua in modo insistente, o se vedi segnali di stress (agitazione, miagolii continui, marcature), può essere utile un comportamentalista felino. A volte il tavolo è solo la punta dell’iceberg di un bisogno di arricchimento ambientale.
Alla fine, il punto non è “vietare” un tavolo, è trasformare la casa in un posto dove il gatto può fare il gatto, ma scegliendo i posti giusti. E quando quella mensola diventa la sua torre di controllo, ti accorgi che la battaglia non serviva, bastava cambiare la mappa.




