C’è un momento, prima o poi, in cui guardi il tuo coniglio che ti fissa mentre mangi e pensi, “Dai, un pezzettino minuscolo non può fargli male”. È proprio lì che nasce l’errore più comune, quello che sembra innocente, ma che può trasformarsi in una nottata di panico e corse dal veterinario.
Il punto chiave: il coniglio non “gestisce” i carboidrati come noi
Il coniglio è un erbivoro stretto, progettato per vivere di fieno e fibre. Il suo intestino lavora come una macchina delicata, basata su una flora batterica molto specifica. Quando entrano in gioco amidi e zuccheri (pane, pasta, biscotti e simili), l’equilibrio può saltare in fretta: i batteri “sbagliati” proliferano, si formano gas, l’intestino rallenta e si arriva a problemi seri come diarrea, blocchi e perfino enterite.
Il “cibo umano” più pericoloso (e più regalato)
Se dovessi segnare una sola regola sul frigorifero, sarebbe questa: niente prodotti ricchi di carboidrati.
Da evitare assolutamente
- Carboidrati e derivati: pane, pasta, biscotti, grissini, cracker, fiocchi di cereali, riso soffiato, patate. Sono tra i principali responsabili di infiammazioni intestinali, diarrea e stasi gastrointestinale.
- Semi e granaglie: mais, orzo, frumento, quinoa, semi di girasole. Possono dare soffocamento, peggiorare la malocclusione dentale e creare disastri digestivi.
- Dolci e cioccolata: oltre a favorire obesità, possono essere direttamente tossici.
- Legumi: arachidi, piselli, fagioli, ceci, lenticchie. Tendono a fermentare, aumentano gas e rischio di blocchi.
- Aglio, cipolla, scalogno, erba cipollina: contengono sostanze che possono danneggiare il sangue, quindi vanno esclusi.
- Altri alimenti non adatti: avocado, funghi, carne, pesce, latticini, uova, caffeina. Non fanno parte della fisiologia del coniglio.
Verdure e frutta: non tutto “verde” è automaticamente sicuro
Qui spesso ci si confonde, perché l’idea “verdura uguale salute” è vera per noi, ma nel coniglio conta moltissimo la tolleranza individuale e la quantità.
Verdure problematiche (specie se abbondi)
- Lattuga iceberg: troppo acquosa, può favorire feci molli e dissenteria.
- Cavoli, verza, broccoli: possono causare gonfiore e gas in alcuni soggetti.
- Spinaci: da limitare per il contenuto di ossalati, soprattutto se il coniglio è predisposto a problemi urinari.
- Rabarbaro: da evitare.
Frutta: va trattata come un “dolcetto”
La frutta è ricca di zuccheri. Può starci, ma in micro-porzioni e non tutti i giorni. Da limitare in particolare banana, carota (sì, è più “dolce” di quanto sembri), agrumi e cocco.
Cosa succede se sbagli: segnali da non ignorare
L’intestino del coniglio è rapido nel peggiorare. I campanelli d’allarme più tipici sono:
- Feci piccole, poche o assenti
- Diarrea o feci molto molli
- Addome teso, coniglio “accovacciato” e immobile
- Inappetenza, anche verso il fieno
- Digrignare i denti, segno di dolore
In questi casi la priorità è il veterinario esperto in animali esotici, perché la stasi e i blocchi non sono “da aspettare che passino”.
La dieta che fa davvero bene (semplice, ma potentissima)
Quando ho capito che la base non è “variare tanto”, ma rispettare la fibra, è cambiato tutto.
- Fieno illimitato (circa 80%): è il vero motore, aiuta intestino e denti.
- Verdure fibrose (circa 15%): meglio introdurle gradualmente e alternarle.
- Pellet di qualità (circa 5%): pochi, misurati, non come “riempitivo”.
Mini promemoria pratico
| Se vuoi dargli… | Scegli invece… |
|---|---|
| Biscotti o pane | Fieno e un ciuffo di erbe aromatiche adatte |
| Cereali e semi | Verdure a foglia più asciutte e fibrose |
| Frutta “a caso” | Una micro-porzione, raramente |
La verità è che l’errore più comune nasce dall’affetto. Ma l’affetto, con i conigli, si vede soprattutto in una cosa: fieno sempre disponibile e niente snack “umani”, nemmeno per gioco.




