C’è un tipo di notifica che nessuno vorrebbe ignorare, soprattutto quando riguarda diritti, permessi e soldi che possono davvero cambiare la quotidianità. Dal 2026, per chi beneficia della Legge 104, sta arrivando un pacchetto di novità che ha due facce: più tutele (finalmente più flessibilità), ma anche controlli più serrati e automatici.
Cosa cambia davvero dal 2026 (e perché se ne parla come di “allerta”)
La parola “allerta” non va letta come panico, ma come invito a prepararsi. Le misure anticipate puntano a rafforzare le agevolazioni per la disabilità grave e per chi assiste un familiare, però si accompagnano a verifiche digitali: l’idea è che i benefici arrivino a chi ne ha diritto, senza “buchi” di documentazione.
In pratica, si prospetta un 2026 con più strumenti, ma anche con più attenzione ai dettagli (ISEE, verbali, richieste telematiche).
Permessi 104: alle 3 giornate mensili si aggiungono 10 ore annue
La novità che sta facendo drizzare le orecchie è questa: oltre ai classici 3 giorni di permesso retribuito al mese, arriverebbero 10 ore annue extra utilizzabili per cure, terapie, esami e visite.
Non è solo una questione di tempo in più, è proprio un cambio di ritmo: quelle ore possono diventare la “valvola di sicurezza” per appuntamenti brevi ma frequenti, quelli che oggi costringono a incastri complicati.
Da chiarire, secondo le anticipazioni, è la gestione pratica (frazionamento, categorie precise, modalità di richiesta), che dovrebbe essere definita con circolari e istruzioni operative.
Congedi: fino a 24 mesi, continuativi o frazionati
Un altro punto forte riguarda il congedo, che potrebbe salire fino a 24 mesi, da usare in modo continuativo oppure spezzettato. Per molte famiglie questa è la differenza tra “resistere” e “organizzarsi” davvero, soprattutto nei periodi più complessi del percorso di cura.
Bonus 4500 euro: a chi spetta e cosa serve per non perdere tempo
Tra le misure più concrete, c’è il bonus da 4500 euro destinato a persone con disabilità grave e ai familiari assistenti. L’accesso, però, si gioca sui documenti, e qui l’allerta diventa pratica: prepararsi in anticipo significa evitare intoppi quando si apriranno le domande.
Ecco cosa viene indicato come necessario:
- Verbale di Legge 104 con riconoscimento della gravità
- ISEE aggiornato (fondamentale per i bonus economici)
- Stato di famiglia
- Domanda telematica tramite canali dedicati, spesso passando dall’INPS
Il consiglio più “terra terra” è uno solo: creare una cartella (digitale o cartacea) con tutto pronto, perché dal 2026 la velocità di risposta potrebbe dipendere anche da quanto la pratica è pulita.
Assegno di inclusione: un incremento, piccolo ma reale
Per i nuclei che rientrano nei requisiti economici, si parla anche di un incremento dell’Assegno di inclusione, nell’ordine di circa 130 euro l’anno. Non è una cifra che stravolge, ma può coprire piccole spese ricorrenti, un farmaco, un trasporto, una visita.
Qui l’elemento chiave resta uno: verificare l’ISEE. È il “rubinetto” che apre o chiude molte misure.
Auto, ausili e dispositivi: le agevolazioni principali restano
Nel 2026 dovrebbero restare confermate diverse leve importanti, spesso decisive per l’autonomia:
- Detrazione IRPEF 19% fino a 18.075,99 euro
- IVA al 4%
- Esenzioni bollo e IPT (nei casi previsti, per veicoli adattati)
- Agevolazioni per ausili e dispositivi medici
Sono misure note, ma vale la pena rileggerle con calma, perché spesso ci si accorge tardi di avere requisiti utili.
Barriere architettoniche: attenzione al cambio di percentuale
Un dettaglio che può pesare molto sui lavori in casa: la detrazione per barriere architettoniche è al 75% fino a fine 2025, mentre dal 2026 scenderebbe al 50%, salvo proroghe nella Legge di Bilancio.
Se si stanno valutando interventi, questa scadenza può diventare un vero spartiacque.
Controlli digitali dal 2026: la vera “allerta” è l’ordine dei documenti
Il punto più delicato è l’avvio di verifiche automatiche e incroci dati su permessi e bonus. Tradotto: meno margine per errori formali, più necessità di coerenza tra richieste, certificazioni e situazione familiare.
In chiusura, la regola d’oro è semplice: godersi le nuove opportunità, ma arrivare pronti. Perché nel 2026 non vince chi corre di più, vince chi ha tutto in ordine.




