Ti è mai capitato di aprire un armadio “dimenticato”, spostare una coperta impolverata e trovarti davanti una macchina da scrivere? Succede spesso: un oggetto pesante, bello da vedere, eppure relegato a soprammobile. E la sorpresa è questa: alcune macchine da scrivere vintage oggi possono valere davvero tanto, non per magia, ma per una combinazione precisa di rarità, stato di conservazione e desiderio collezionistico.
Perché una macchina da scrivere può valere una fortuna
Il mercato del collezionismo si muove come una piccola “borsa” emotiva: c’è chi compra per arredare, chi per scrivere davvero, chi per completare una collezione. E quando un modello è iconico, difficile da trovare in buone condizioni, o legato a un periodo storico particolare, il prezzo sale.
In più, una macchina da scrivere non è solo un oggetto: è un pezzo di storia del design, è meccanica pura, è un modo di produrre testo che oggi affascina proprio perché lontano dal digitale. Non a caso, la parola collezionismo torna spesso quando si parla di questi “giganti” di metallo.
I modelli più ricercati (con valori indicativi)
Qui sotto trovi una panoramica dei modelli più citati tra aste, annunci e rivendite specializzate, con valori indicativi che possono oscillare in base a dettagli anche minuscoli.
| Modello | Valore indicativo (euro) | Cosa fa salire il prezzo |
|---|---|---|
| Underwood No. 5 (circa 1900) | 200-800 | Parti originali, estetica integra, meccanica scorrevole |
| Olivetti Lettera 22 | 220-1.000 | Scatola e accessori, condizioni “da vetrina”, provenienza |
| Royal Quiet De Luxe | 100-800 | Vernice ben tenuta, tasti uniformi, fascino letterario |
| Remington Portable / Noiseless | 300+ | Conservazione eccellente, funzionamento impeccabile |
| Hammond Multiplex (1913) | circa 385 (asta) | Sistema con caratteri intercambiabili, rarità |
| Mignon 3 USG | circa 420 (asta) | Custodia presente, configurazioni meno comuni |
| Germania No.5 (1900) | circa 530 (asta) | Domanda alta e reperibilità bassa |
| Picht Braille | fino a 1.632 (asta) | Unicità (Braille), pezzo specialistico ricercato |
Un dettaglio importante: anche modelli più comuni, ma ben conservati e funzionanti (per esempio Olivetti Valentine o Studio 44) possono stare in una fascia 150-300 euro se restaurati con cura.
La regina italiana: perché la Lettera 22 piace così tanto
La Olivetti Lettera 22 è una di quelle macchine che, anche se non ne capisci nulla, ti viene voglia di toccare. È compatta, elegante, con un’identità tutta sua. I collezionisti la cercano perché è un’icona del Novecento, ed è stata usata anche da figure culturali note. In pratica, è un oggetto che “racconta” qualcosa ancora prima di battere un tasto.
Valori tipici?
- 300-500 euro se in buono stato e completa del necessario
- 700-1.000 euro se con scatola, manuali e accessori originali, e condizioni eccellenti
Cosa determina davvero il valore (e cosa controllare subito)
Se vuoi capire se la tua macchina può valere molto, parti da questi punti, sono quelli che cambiano davvero la cifra finale.
- Condizioni e funzionamento
- Tasti che tornano su bene
- Carrello fluido
- Assenza di ruggine evidente
- Nessun pezzo mancante (manopole, leve, coperchi)
- Completezza
- Scatola, custodia rigida, manuali, ricevute, nastri e accessori possono aumentare il prezzo anche del 50-100%.
- Rarità e varianti
- Colori particolari, edizioni speciali, tirature limitate
- Layout di tastiera meno comune
- Marchio e “storia”
- Alcuni nomi attirano più domanda, e quindi più valore, a prescindere.
Come muoversi senza fare errori (e senza svendere)
Se pensi di avere un pezzo interessante, evita due mosse classiche: buttarla via o “sparare” un prezzo a caso. Meglio:
- fare foto nitide di frontale, tasti, carrello, numero di serie e interno
- confrontare vendite concluse (non solo annunci)
- valutare una perizia o una vendita tramite canali di aste affidabili
La verità è semplice: non tutte le macchine da scrivere valgono una fortuna, ma quelle giuste, tenute bene, possono trasformare un oggetto dimenticato in un piccolo tesoro. E spesso, il primo indizio è proprio lì, sotto la polvere: una macchina ancora pronta a raccontare la sua storia, lettera dopo lettera.


